Agrigento: alla Valle dei templi resti umani di centinaia di anni fa.

La notizia risale ormai a un mese e mezzo fa. Ma la riportiamo volentieri dato che la direzione scientifica è affidata ai paleo antropologi Luca Sineo e Giandonato Tartarelli. Ecco dunque qui di seguito l’articolo ripreso AgrigentoOGGI.it e un video che illustra un momento del ritrovamento dei resti umani.

RITROVAMENTO ECCEZIONALE DI UNO SCHELETRO UMANO AD AGRIGENTO

Alla Valle dei templi resti umani di centinaia di anni fa. L’Ente Parco: “Vogliamo comprendere cosa è successo quando sono andati via i greci”

I visitatori possono assistere agli scavi e vedere dal vivo come viene condotta la scoperta,

Un nuova attrattiva per la Valle dei Templi

 

Eccezionale ritrovamento di uno scheletro umano nella Valle dei Templi di Agrigento. Secondo gli archeologi quello ritrovato questa mattina proprio davanti una facciata del Tempio della Concordia potrebbe essere lo scheletro di un maschio adulto, presumibilmente di età romana (V- VI secolo d.C.) .

Dall’Ente Parco fanno sapere che si tratta di uno scavo programmato in convenzione con il Corso di Laurea in Beni culturaliche ha sede ad Agrigento. Nel recente periodo gli studiosi dell’Ente Parco stanno lavorando per approfondire la conoscenza nel periodo tardo antico, individuando quest’area come interessante perchè può riservare novità o comunque conferme rispetto alla trasformazione subita dal Tempio della Concordia, dal  periodo che va dall’abbandono del tempio pagano a basilica cristiana.

Prosegue  la notra attività – afferma il Direttore dell’Ente Parco Giuseppe Parello – che arrichisce l’offerta ai visitatori, che possono accedere agli scavi, in una continua interlocuzione tra gli operatori e il pubblico. Naturalmente – aggiunge – è ancora troppo presto per dare una precisa connotazione storica dello scheletro. Ulteriori studi ed approfondimenti sono d’obbligo”. 

Le interessanti operazioni di rilevamento di ossa di ominidi, sono state filmate e postate su Youtube dalla guida turistica Rosa Maria Montalbano di www.guidaturisticaagrigento.it.

Di Claudia Gueli –
Lo scavo di un’antica tomba, in genere, suscita sempre una particolare emozione, se poi la messa in luce del suo contenuto avviene ai piedi di uno dei templi greci più importanti al mondo, patrimonio dell’umanità, il tutto diventa fortemente suggestivo agli occhi di chi guarda.
È proprio nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento che, ormai da una settimana, si sta procedendo alla delicata operazione di apertura di due sepolture, finora mai scavate, facenti parte dell’area di necropoli sita proprio al di sotto del prospetto orientale del tempio della Concordia, divenuta ormai polo di grande attrazione per turisti, curiosi es esperti del settore.
Molto interessante la scoperta, in una delle due tombe, affiancate e peraltro intatte, di uno scheletro di uomo adulto, conservatosi per intero, sotto il quale si intravedono già resti ossei di altri individui sepolti in precedenza. Si tratta in termini tecnici di una sepoltura polisoma, che accoglie cioè più inumati, all’interno di una fossa praticata nel banco roccioso e in deposizione secondaria, le cui ossa cioè sono state spostate in antico per far posto ad altri defunti.
Dello scavo si sta occupando l’equipe di professori e studenti dei corsi di laurea triennale in Beni Culturali Archeologici e di laurea magistrale in Archeologia dell’università di Palermo, che hanno sede ad Agrigento, in virtù di una convenzione con il Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi, cui va il merito di promuovere sempre nuove occasioni di studio e di ricerca. La direzione scientifica è affidata ai paleoantropologi Luca Sineo e Giandonato Tartarelli, i quali si occupano dell’analisi dei reperti osteologici e al docente di archeologia Sergio Aiosa.
L’area di scavo selezionata, seppur non molto estesa, si è rivelata già sufficientemente problematica sul fronte dell’interpretazione da parte degli studiosi : come ci spiega il prof. Aiosa, questo è il luogo della necropoli di età tardo romana, la cui frequentazione è posta in relazione al momento della trasformazione del tempio della Concordia in basilica cristiana. Tuttavia, le tombe non sembrano seguire tutte lo stesso orientamento e non sembrano mantenere tutte la stessa rigida forma rettangolare, avendo subito rimaneggiamenti già in antico e avendo anche assistito a probabili trasformazioni dell’intera area, per cui non può dirsi ancora chiaro il quadro cronologico. In uno spazio tra le sepolture, infatti, lo scavo ha messo in luce quella che sembra essere una struttura in pietra di forma circolare che mostra evidenti tracce rosse di bruciato, forse connessa e dei tagli irregolari nella roccia che intercettano anche alcune tombe, che potrebbe essere, secondo gli archeologi , ciò che resta di una fornace più tarda, realizzata una volta defunzionalizzata la necropoli. A Est rispetto a tale struttura è stato rinvenuto un piano acciottolato di forma quadrangolare, delimitato da elementi lapidei rettangolari allungati di dubbia interpretazione e a Sud di esso uno spazio libero sia da sepolture che da strutture.
Le due tombe oggetto di studio non sembrano far parte del gruppo di sepolture più vicine al tempio e mostrano anche un altro tipo di costruzione, più irregolare e meno curata. Lo scheletro è stato ritrovato con il cranio orientato ad Ovest, la bocca aperta, le braccia incrociate, mentre ancora poco chiara è la condizione degli arti inferiori, mescolatisi a quelli dell’individuo sottostante. Nessun elemento di corredo è stato finora ritrovato e purtroppo nessun dato cronologico può per ora essere accertato. Chi fosse poi quel defunto è impossibile dirlo, come non si sa se fosse autoctono o appartenente ad altre popolazioni arrivate ad Agrigento in quei secoli di “passaggio ” dal tardo antico dell’ultima romanità al primo medioevo.
Sono dunque numerosi i punti interrogativi nati a seguito di questa prima indagine, la quale mira soprattutto a comprendere le fasi di vita di questa necropoli, dal momento della sua realizzazione alla fine della sua frequentazione e a capire la relazione con il tempio greco ormai tramutato in chiesa nei secoli V e VI d.C.
Si attenderanno, dunque, i risultati della seconda ed ultima settimana di scavo per ricavare nuovi spunti interpretativi e importanti scenari di indagine.

Guarda anche il video:

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2 commenti su “Agrigento: alla Valle dei templi resti umani di centinaia di anni fa.

  1. Molto interessante, chissà se nel frattempo si sono avuti nuovi sviluppi. Penso di no: in questo settore occorre procedere con molta cautela e ciò richiede molto tempo per approfondire.

    Colgo l’occasione per lasciarti i miei migliori auguri per un felice, o almeno sereno, 2016! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • Maddalena il said:

      Ciao Wolf!! sempre benvenuto. Non so se ci sono stati sviluppi naturalmente staranno studiando i resti e sicuramente ci scriveranno un articolo scientifico. Vedremo se uscirà fuori qualcosa di interessante dal punto di vista scientifico anche se non si tratta di mummie famose…

      Colgo l’occasione per ricambiare gli auguri di un Felice Anno Nuovo!!!

      Un abbraccio,

      Tiziana

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