Stop 5G! Conferenza stampa alla Camera e ora si attende la calendarizzazione della mozione.

Mentre le TV trasmettono allegramente i primi spot sul 5G, dove come al solito tutto sembra brillare sulle ali della fantasia che diviene realtà, con promesse di una comunicazione senza interruzioni che arriva paradossalmente dal sorriso dei bambini … Mentre i grandi media tacciono su quello che invece succede dietro le quinte delle nuove antenne 5G, con associazioni, e malati di elettro-sensibilità che per primi stanno sperimentando sulla propria pelle le conseguenze di una perenne esposizione ai campi elettromagnetici di bassa frequenza…Mentre stranamente ci sono sempre più alberi che vengono abbattuti, senza che nessuno se ne accorga, e c’è da dire e da sottolineare che se il 5G dovesse partire in breve tempo su scala planetaria sarebbe un ulteriore colpo basso per l’effetto serra e i cambiamenti climatici  e dunque addio agenda 2030…Mentre esistono già studi allarmanti sugli effetti biologici dell’esposizione ai campi elettromagnetici compiuti da ricercatori indipendenti (vedi Istituto Ramazzini, di cui si è fatta portavoce la Dott.ssa Fiorella Belpoggi)

Mentre succede tutto questo, anche nel nostro paese siamo in piena sperimentazione  di Antenne 5G sulla pelle di cittadini ignari che, come è stato per il passato, vengono introdotti, da una comunicazione unidirezionale da parte dei colossi della telefonia mobile, soltanto ai benefici apparenti che si possono ricevere da queste tecnologie. Ma la domanda è: qual’è il prezzo che stiamo già pagando e di quanto si alzerà in termini di salute e sostenibilità ambientale? Aggiungerei personalmente un altro aspetto: qual’è il prezzo in termini psico-sociali della diffusione sfrenata di queste tecnologie della telecomunicazione? Personalmente mi è capitato di vedere gli spot sull’assistente google home e di sentirmi calare una tristezza infinita addosso. Sugli aspetti psicosociali rimando a un mio lavoro di un paio di anni fa a EGU 2016 https://presentations.copernicus.org/EGU2016-13794_presentation.pdf

Ci sono però per fortuna già associazioni che stanno contrastando la diffusione del 5G, anche nel nostro paese. Oggi alla camera dei deputati una conferenza stampa (la terza di una serie dedicata al problema) ha fatto il punto  su una serie di azioni ed eventi che si sono avuti nei mesi precedenti e co-ordinati da Maurizio Martucci giornalista e portavoce dell’Alleanza Italiana Stop 5G. La denuncia è ben precisa:  la tecnologia 5G, wireless di quinta generazione, si sta diffondendo sempre più senza che sia stato fatto alcuno studio preliminare sul rischio per la salute pubblica e per l’ambiente, né alcuna ricerca indipendente di lungo termine e a largo raggio ovvero non ristretta ai soli soggetti “sani”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato a vario titolo consiglieri comunali e regionali di diverse città italiane, avvocati, medici specializzati in elettro-sensibilità, e parlamentari del Mov 5 Stelle e gruppi misti. Di importanza fondamentale, a nostro parere, quanto segnalato da Cataldo Curatella, consigliere del Comune di Torino, riguardo il vulnus legislativo rappresentato dall’art. 14 comma 8 del decreto sviluppo bis del Governo Monti legge 179 del 2012. In caso di controlli dei valori delle emissioni, il valore medio, secondo questo decreto, andrebbe calcolato nelle 24 ore e non su sei minuti come richiesto dalla normativa europea. Ancor più grave, sostiene ancora Curatella, consente il controllo o mediante estrapolazioni basate su dati tecnici e storici dell’impianto oppure effettuando calcoli previsionali basati su dati forniti dai gestori purché veritieri. Accedendo agli atti, al comune di Torino, Curatella si è potuto rendere conto che, grazie a questi input legisaltivi, in alcune zone della città gli ultimi controlli risalgono al 2012. Curatella ha chiesto dunque espressamente l’abrogazione del comma 8, per essere allineati alla normativa europea.  Inoltre il Comune di Torino sta investendo le sue forze per promuovere una rete di monitoraggio e controllo in collaborazione con Arpa e con la Regione Piemonte e Governo, ritenendo al contempo fondamentale investire anche in informazione e educazione ambientale. C’è da augurarsi che una seria rete di monitoraggio venga approntata in tutto il nostro paese. E che altresì parta a livello nazionale una campagna di informazione e di educazione all’utilizzo di queste nuove tecnologie.

Da segnalare anche la situazione disperata in cui versano gli elettro-sensibili a nome dei quali ha parlato Annunziata Difonte, medico dell’Associazione Italiana Elettro-sensibili. L’inferno che vivono queste persone è a conoscenza di pochi, dato che non vengono riconosciuti dallo Stato. L’elettro-sensibilità è a tutti gli effetti una malattia invalidante che costringe le persone, in casi estremi, ad abbandonare persino le proprie abitazioni per raggiungere le cosiddette “zone bianche” prive di reti wireless. Soltanto la Regione Basilicata finora ha riconosciuto l’elettro-sensibilità come una malattia invalidante. Con la tecnologia 5G – ovvero con l’immissione nell’ambiente di radiofrequenze multiple, pulsate e biologicamente attive –   si aggraverebbe ancora di più la loro situazione impedendo loro di adire a zone bianche. Ma sottolinea la Difonte, è a grave rischio tutta la popolazione e in particolare i bambini, anziani, donne in gravidanza, soggetti portatori di dispositivi metallici, e di device cardiaci, soggetti che soffrono di patologie cardio-vascolari e del sistema nervoso. La Difonte ha invitato il governo ha riconoscere la elettro-ipersensibilità come disabilità e ad adottare provvedimenti in favore di queste persone.

Infine è da portare all’attenzione quanto l’adozione del 5G sia un tecnologia insostenibile dal punto di vista ambientale. Sembrerebbe infatti che in programma vi sia l’abbattimento di milioni di alberi che impediscono una corretta trasmissione del segnale. A tal proposito l’avv. Giampero Milone ha presentato un’istanza ex art 309 Codice dell’Ambiente chiedendo l’intervento diretto del Ministero dell’ Ambiente affinché ponga in essere tutte quelle misure atte a garantire ai cittadini il diritto alla salute e a vivere in un’ambiente salubre.  Agli scettici che continuano a minimizzare ritenendo che non ci sono studi che dimostrino l’effettiva correlazione fra esposizione ai campi elettromagnetici e patologie tumorali facciamo presente che l’Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), già nel 2011 ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza prodotti dai telefoni cellulari tra gli agenti “possibilmente cancerogeni (gruppo 2B)”. E che la stessa Iarc  per il prossimo quinquennio si ripropone di inserirla nella classe 2A, visto che alcuni studi hanno già evidenziato nel 2013 che le onde non ionizzanti, campi elettromagnetici e radiofrequenze dovrebbero per l’appunto essere classificati come “cancerogeno probabile per l’uomo”.

In conclusione, Martucci ha voluto evidenziare che il pericolo arriverà anche dallo spazio dato che il 5G prevede l’irradiazione anche attraverso il lancio in orbita di satelliti, i primi sessanta sono già stati lanciati dalla base di Cape Canaveral e la Federal Communication americana ha già deliberato il lancio di ben 12.000 satelliti e questo significherà che se il 5G andrà in porto così come previsto dalle industrie delle telecomunicazioni praticamente sul globo terrestre non ci sarà più un lembo di zona bianca e nessuna possibilità di sfuggire a questa irradiazione perenne, costante e continua, trovandoci immersi in ben 15 se non 16 radiofrequenze diversificate. Ecco perché vanno considerati obsoleti quegli studi che si basano su standard ridotti a un’unica frequenza. Ed ecco perché l’unico modo di procedere è applicando il principio di precauzione.

Non è mancato un pensiero alla recente scomparsa di Emanuele Crestini, Sindaco di Rocca di Papa, rimasto vittima a di un’esplosione per una fuga di gas nel palazzo comunale, divenuto eroe per aver anteposto la vita dei suoi concittadini alla propria. Proprio Crestini aveva, fra i primi e senza esitazioni, fatto una delibera per abbracciare la politica precauzionale portata avanti dall’Alleanza Italiana Stop 5G.

Fai anche tu la tua parte. Firma la petizione per la moratoria indirizzata al Governo Italiano:

https://www.change.org/p/governo-italiano-stop-5g-moratoria-subito-in-difesa-della-salute-pubblica?fbclid=IwAR25w4UELX4Cev2i0H983GbX_dj6e6VQn9r7HkeITi1rvnFMZMPGGDEapUc

Firma l’appello internazionale stop 5G dalla Terra e dallo Spazio:

qui le info

https://static1.squarespace.com/static/5b8dbc1b7c9327d89d9428a4/t/5c0ad2be40ec9a6169d76761/1544213193205/Appello+internazionale+-+stop+al+5G+sulla+terra+e+nello+spazio.pdf

qui per apporre la tua firma:

https://www.5gspaceappeal.org

Partecipa alla prima giornata europea di sciopero digitale indetta per il 1 Luglio.

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