Clonazione di primati: macachi fotocopia e torture cinesi

La notizia è stata data come se nulla fosse. Dissimulata dietro lo spauracchio della clonazione umana. Oggi si avverte un silenzio sinistro dietro questa notizia. Perché siamo circondati dalla violenza contro gli animali, ma anche contro gli esseri umani. Il video delle due scimmiette mi fa salire una strana inquietudine. Le vedi lì, indifese, come se fossimo tutti in uno di quei film medievali in cui c’è la folla che guarda lo “spettacolo” che presto finirà con la decapitazione. A me sembra che vogliano scappare. Come se si rendessero conto che c’è qualcosa che non va.

IO NON CI STO. E soprattutto rimango a bocca aperta sull’immobilismo di tutte quelle associazioni che urlano da anni contro la vivisezione. Dove sei LAV? tanto per dirne una. Conoscendo l’amore che i cinesi nutrono per gli animali, ne combinano una al giorno sulla propria terra (tanto da loro non c’è e continua a non esserci una legislazione su diritti animali) anche fuori dal loro paese con episodi di bracconaggio in mare aperto (la Sea Shepard ne sa qualcosa), ebbene ora  si presentano con questo record, i primi a clonare primati!!!!!! E ce lo dicono candidamente e apertamente il motivo: cavie per futuri esperimenti. Ma stiamo scherzando? Dove siamo?

Prima di proseguire in questo post scritto soltanto con il cuore e ne vado fiera, vi invito a fare un esperimento. Lascio invece a coloro che scrivono di scienza ufficialmente e agli scienziati stessi il compito di “giustificare” la possibilità di ulteriori future torture a danni di esseri viventi senzienti, che avvertono il dolore come noi, ne più e ne meno, anche se fotocopiati in laboratorio dall’ “ingegnosità” umana. I primati clonati in laboratorio, non escono da una macchina fotocopiatrice 3D.

Dunque, se siete in piedi prendete posto e sedetevi. Chiudete gli occhi, e preparatevi a stare immobili in questa posizione per settimane, mesi. Adesso qualcuno vi pratica un foro nella calotta cranica e vi inserisce un elettrodo nel cervello. Serve a registrare i segnali di risposta a stimoli esterni. Avete forzatamente gli occhi aperti e vi inviano flash di luce pulsata bianca agli occhi. Poi vi vengono inviati direttamente dei suoni terribili di livello crescente nel canale uditivo. C’è qualcuno che vede cosa succede nel vostro cervello su un monitor e prende freddamente appunti: per questa persona non siete nulla. Un giocattolo, una cosa. Un soprammobile. Bene. Ora anche voi siete delle cavie, e magari farete progredire la ricerca neurologica! Questa non è fantasia. E’ realtà. Era il protocollo di sperimentazione sui macachi all’Università di Modena un paio di anni fa. Un regista, Piercarlo Caderno, ha pensato di trasferire sugli uomini questa esperienza in un cortometraggio:

Bene. Fatto questo ora possiamo parlare brevemente delle implicazioni scientifiche ed etiche. Ero rimasta a quello che avevo scritto una decina di anni fa. Era lo scienziato Ian Wilmut a fare un esame di coscienza. E già a quei tempi si parlava di clonare embrioni umani. Era a un passo. Si proprio così. Aveva ricevuto il permesso di clonare embrioni umani, ma decise di abbandonare questo tipo di ricerca.  Nel 2007 avevo scritto in merito un articolo (vedi qui:Il papà di Dolly boccia la ricerca sugli embrioni  ). Wilmut aveva deciso di concentrarsi sulle staminali e sulla medicina rigenerativa e di abbandonare la clonazione. E ora ecco l’incubo cinese.

Si, per me è un incubo. Perché io personalmente guardo questa notizia per quella che è: esseri senzienti nelle mani di esseri insensibili (i cinesi) con contorno di scienziati che sostengono che non si può fare progredire la ricerca biomedica senza la sperimentazione sui primati. E invece mi domando: perché le malattie neurodegenerative oggi sono così diffuse? Forse se ci concentrassimo più sul perché potremmo prevenirle invece che curarle con la sofferenza di tanti altri esseri viventi.

Personalmente aspetto con impazienza quel tempo preannunciato dal chirurgo statunitense dell’Ottocento Henry Jacob Bigelow:

Verrà un tempo in cui il mondo guarderà alla moderna vivisezione in nome della Scienza come adesso si guarda ai roghi in nome della Religione.

 

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